Consigli per chi termina un’ academy SAP
Consigli per chi termina un’Academy SAP
Guida pratica per i nuovi consulenti SAP: come muovere i primi passi nel modo giusto
Indice – Consigli per chi termina un academy SAP
- Non tutte le formazioni sono uguali — la critica ai corsi-lampo da 2-4 ore
- LinkedIn: uno strumento potente — come approcciarsi nel modo giusto
- Il titolo professionale — l’errore del “Consulente SAP Junior” con zero esperienza
- Le keyword a caso — perché fare il contrario di quello che si vuole ottenere
- Immagine e copertina — meno è meglio, anche nell’estetica
- Conclusione con Innovaformazione — contatti inclusi
Hai appena terminato la tua academy SAP. Sei reduce da settimane, o mesi, di lezioni, esercizi, simulazioni. Hai imparato qualcosa di nuovo, ti sei affacciato su un mondo che prima conoscevi a malapena, e ora senti che è arrivato il momento di entrare nel mercato del lavoro. Ottimo. Ma prima di aggiornare il profilo LinkedIn e iniziare a mandare CV, fermati un momento.
Questo articolo è scritto da Dario Carrassi, responsabile di Innovaformazione, apposta per te. Non per scoraggiarti, tutt’altro. Ma per aiutarti a fare le cose nel modo giusto, evitando quegli errori che, credetemi, si vedono ogni giorno e che, purtroppo, finiscono spesso per danneggiare le stesse persone che vorrebbero solo costruirsi una carriera. E se permettete, qualche anno di esperienza alle spalle per dare un consiglio c’è.
1. Non tutte le formazioni sono uguali: attenzione ai corsi-lampo
Partiamo da una premessa importante. Il mercato della formazione SAP è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, e con esso è cresciuta anche una certa confusione. Tra i corsi seri, strutturati, approfonditi, tenuti da professionisti con anni di esperienza sul campo, si trovano anche proposte più… discutibili.
Mi riferisco a quei presunti “corsi SAP” da due, tre o quattro ore. Qualche video su YouTube, un paio di slide, magari un attestato digitale scaricabile in automatico. Ora, senza girarci troppo attorno: due ore non sono una formazione. Sono un’introduzione. Una curiosità. Forse un buon punto di partenza per capire se l’argomento ti interessa, ma assolutamente nulla di più.
SAP è un ecosistema complesso, articolato in decine di moduli specialistici, ognuno dei quali richiede mesi, a volte anni, di studio e pratica per essere padroneggiato. Chi ti dice che in quattro ore diventi un consulente SAP ti sta vendendo un’illusione. E purtroppo alcune persone ci credono davvero.
Se hai frequentato un’academy di media durata, pensiamo a percorsi di 1, 3, 6 o 12 mesi, hai fatto una scelta seria, che merita di essere valorizzata nel modo giusto. Non sminuirla, ma nemmeno sopravvalutarla. Il tuo percorso ti ha dato le basi: ora tocca a te costruire sopra di esse.
2. LinkedIn: uno strumento potente, ma va usato bene
Consigli per chi termina un academy SAP. LinkedIn è senza dubbio uno degli strumenti più efficaci per chi cerca lavoro nel mondo IT e SAP in particolare. Recruiter, responsabili HR, manager di aziende partner SAP: sono tutti lì, ogni giorno, a cercare nuovi profili. E se il tuo profilo è curato, professionale e onesto, le possibilità di essere contattato sono concrete.
Il punto è proprio questo: curato, professionale e onesto. Tre aggettivi che sembrano ovvi, ma che nella pratica vengono ignorati con una frequenza sorprendente.
Mi è capitato di imbattermi in profili LinkedIn di persone che avevano appena concluso un’academy SAP, e devo essere diretto: erano profili che facevano scappare chiunque avesse un minimo di esperienza nel settore. Non per cattiveria, queste persone stavano semplicemente cercando di farsi notare, ma perché stavano commettendo errori che sortivano l’effetto opposto a quello desiderato.
Vediamo insieme i più comuni, così puoi evitarli.
3. Il titolo professionale: la prima cosa che vedono tutti
Il titolo che appare sotto al tuo nome su LinkedIn è una delle prime cose che un recruiter legge. E qui si concentra uno degli errori più diffusi tra i neofiti SAP: definirsi “Consulente SAP Junior” o addirittura “Analista Funzionale SAP” subito dopo aver terminato un corso di formazione.
Capisco l’entusiasmo. Capisco la voglia di posizionarsi, di usare le parole giuste per farsi trovare. Ma c’è un problema: un recruiter esperto, e quelli che lavorano per le grandi system integrator SAP lo sono, riconosce immediatamente la differenza tra un professionista e qualcuno che sta cercando di sembrarlo.
E quando legge “Consulente SAP Junior” nel titolo e poi scopre che l’esperienza lavorativa è composta interamente da ruoli come cameriere, addetto vendita o receptionist, per quanto rispettabili, capisce subito che c’è qualcosa che non torna. Non si tratta di snobismo verso certi lavori: si tratta di coerenza. E la coerenza, nel CV come nella vita, conta molto.
Cosa scrivere allora? Qualcosa di onesto e costruttivo. Ad esempio: “Neolaureato SAP FI | In formazione su SAP Finance” oppure “SAP SD Trainee | Open to Work”. Titoli che comunicano dove sei nel tuo percorso, senza fingere di essere quello che non sei ancora.
Vediamo infatti come un “Consulente SAP junior” è un profilo che ad esempio lavora come analista funzionale da qualche mese: sei mesi e in realtà fino ad un anno si viene considerati dei junior. Un anno di esperienza lavorativa.
4. Le keyword a caso: più danno che vantaggio
Un altro errore classico è riempire il titolo o la sezione “Competenze” con una valanga di keyword SAP messe a caso. ABAP, MM, SD, FI, CO, PP, WM, PS, HR… praticamente tutti i moduli esistenti, spesso senza avere la minima idea di cosa significhino davvero.
L’idea di fondo è comprensibile: più parole chiave metto, più vengo trovato dai recruiter. Ma la realtà funziona diversamente. I recruiter non cercano solo le keyword: leggono il profilo intero. E quando vedono qualcuno che dichiara competenze su 15 moduli SAP diversi, competenze che nemmeno un team di consulenti senior con 20 anni di esperienza coprirebbe interamente, la reazione non è curiosità. È diffidenza.
Un recruiter davanti ad un profilo Linkedin del genere pensa: ma questa persona sa davvero cosa sia SAP? Ha seguito realmente una formazione? Oppure cerca solo di prendere in giro?
SAP è un mondo in cui la specializzazione è tutto. I consulenti si formano su uno o due moduli, li approfondiscono per anni, diventano dei punti di riferimento su quegli ambiti specifici. Presentarsi come tuttofare, in questo contesto, non è un vantaggio: è un segnale di scarsa consapevolezza del settore.
Cosa fare invece? Concentrati sul modulo o sull’area che hai studiato durante la tua academy. Metti quelle competenze in evidenza, descrivi cosa sai fare concretamente, e sii onesto sui tuoi limiti attuali. È molto più apprezzato.
5. L’immagine del profilo e la copertina: meno è meglio
Ultimo punto, e prometto che non sono qui a fare il professore: l’estetica del profilo conta. Non quanto il contenuto, ma conta.
Ultimamente si vedono profili LinkedIn con copertine generate dall’intelligenza artificiale: un collage di circuiti, ingranaggi, loghi SAP sovrapposti, testi stilizzati, colori sgargianti. L’intenzione è quella di sembrare “tech” e professionali. Il risultato è spesso l’opposto.
Una copertina sobria, magari con il tuo nome, il modulo su cui sei specializzato e un colore neutro, comunica molto più senso del design e della professionalità rispetto a un’immagine generata in automatico che cerca di fare troppo. Stessa cosa per la foto profilo: deve essere chiara, con un buon sfondo, con il volto ben visibile e in cui tu appaia come ti presenteresti a un colloquio. Insomma devi dimostrare professionalità e serietà.
Piccoli dettagli? Forse. Ma sono quei dettagli che, sommati, fanno la differenza tra un profilo che invita a cliccare “Connetti” e uno che fa pensare “passa avanti”.
6. La formazione è un punto di partenza, non un traguardo
C’è una cosa che vorrei che ogni persona che ha appena terminato un’academy SAP portasse sempre con sé: un percorso di formazione non ti abilita al lavoro. Ti prepara ad affrontarlo.
Non esiste un’etichetta da sfoggiare subito dopo aver concluso un corso. Non c’è un timbro, un attestato, una qualifica che ti rende automaticamente pronto per lavorare come consulente. C’è invece un percorso, lungo, fatto di pratica, di errori, di progetti reali, che trasforma le basi acquisite in vera competenza.
Questo non vuol dire che tu non valga nulla adesso. Vuol dire che sei all’inizio di qualcosa, e che l’inizio è il momento più importante: quello in cui si costruisce la reputazione, si stabiliscono le abitudini giuste, si sceglie la direzione da prendere.
Sii curioso, rimani umile, continua a studiare. Il mercato SAP premia chi cresce, non chi si sopravvaluta.
A volte questi consigli su come presentarsi su Linkedin a fine corso vengono dati da le stesse persone che coordinano l’academy SAP. Perchè diversamente non potrei pensare. Ma in questo caso credetemi che state facendo un grosso errore.
7. Come scegliere la formazione giusta: il consiglio finale
Se stai valutando di intraprendere o approfondire la tua formazione SAP, ti consiglio di dare un’occhiata ai corsi di Innovaformazione: clicca QUI.
Per le aziende invece abbiamo una formazione personalizzata, il cui catalogo corsi SAP è presente QUI.
Innovaformazione non offre un unico corso SAP generico, e questo è già di per sé un segnale importante. Offre percorsi distinti su moduli e ambiti diversi, perché su SAP la specializzazione non è un’opzione: è la norma. Puoi scegliere il percorso più adatto al tuo background, ai tuoi obiettivi e all’area su cui vuoi costruire la tua carriera. Su questo aspetto se hai dubbi sul tipo di corso SAP da scegliere, noi saremo pronti a fornire tutti i consigli del caso.
È questo il tipo di approccio che distingue una formazione seria da un corso-lampo: non promesse facili, ma percorsi strutturati che ti danno gli strumenti per crescere davvero.
Contatti
- Per informazioni sui corsi: info@innovaformazione.net
- Telefono: 347 101 2275 — Dario Carrassi
(fonte)
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