Sviluppo Software Green
Sviluppo Software Green: Innovazione e Sostenibilità nel Mondo IT
Nel contesto attuale, in cui la sostenibilità è una priorità globale, anche lo sviluppo software sta subendo una trasformazione ecologica. Il concetto di “green software” è emerso come risposta alla crescente necessità di ridurre l’impatto ambientale delle tecnologie digitali. Questo articolo esplora cosa significhi sviluppare software sostenibile, il ruolo della Green Software Foundation, le normative europee e le iniziative italiane.
Cos’è il Green Software?
Il termine “green software” si riferisce a una pratica di sviluppo orientata a ridurre il consumo energetico e minimizzare le emissioni di carbonio associate all’uso di tecnologie digitali. La sostenibilità nel software si realizza attraverso l’ottimizzazione del codice, la riduzione del consumo di risorse hardware e l’uso di infrastrutture eco-compatibili, come i data center ad alta efficienza energetica.
La Green Software Foundation
La Green Software Foundation (GSF) è un’iniziativa globale nata con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di software che riduca l’impronta ambientale. Fondata nel 2021 da colossi come Microsoft, Accenture e GitHub, la GSF lavora per creare standard condivisi e fornire strumenti che aiutino le aziende a sviluppare software ecologicamente sostenibile.
Tra le principali attività della Green Software Foundation ci sono:
- Definizione di standard: La GSF sta sviluppando un set di regole e best practice che consentano ai programmatori e alle aziende di misurare e ridurre l’impatto ambientale del software.
- Certificazione: La fondazione fornisce un sistema di certificazione che attesta la sostenibilità di un software, incoraggiando le aziende a seguire queste linee guida per ottenere un riconoscimento del loro impegno.
- Ricerca e formazione: La GSF promuove progetti di ricerca su nuove tecnologie verdi e organizza eventi formativi per sviluppatori e ingegneri.
Normative Europee e Sviluppo Software Sostenibile
A livello europeo, esistono diverse direttive volte a promuovere la sostenibilità anche nel settore IT. Tra queste, la Strategia Europea per la Sostenibilità Digitale mira a integrare la sostenibilità nel ciclo di vita dei prodotti tecnologici, inclusi software e hardware. Le normative legate al Green Deal Europeo e la direttiva sull’efficienza energetica influenzano indirettamente anche lo sviluppo software, spingendo le aziende a ridurre l’impatto energetico dei loro sistemi.
Tuttavia, al momento non esistono normative specifiche per il green software a livello UE. Questo vuoto normativo è uno dei motivi per cui iniziative come la Green Software Foundation sono cruciali per colmare le lacune e guidare il settore verso pratiche più sostenibili.
Applicazioni del Green Software in Italia
In Italia, sebbene il concetto di green software sia relativamente nuovo, alcune aziende stanno già adottando pratiche sostenibili nello sviluppo delle loro soluzioni. Aziende come Enel X e Leonardo hanno avviato programmi di innovazione tecnologica per ridurre il consumo energetico dei loro sistemi digitali. Anche nel settore bancario, alcune istituzioni hanno iniziato a investire in tecnologie verdi per ottimizzare l’efficienza dei loro server e data center.
Un caso emblematico è quello di Snam, che ha adottato pratiche di software sostenibile per gestire la propria infrastruttura energetica. L’azienda sta lavorando per sviluppare applicazioni che ottimizzino la distribuzione del gas e riducano l’uso di risorse energetiche nei processi interni.
Quest’anno La Green Software Foundation (GSF) ha raggiunto un traguardo importante nel software verde. La specifica Software Carbon Intensity (SCI) è diventata uno standard ISO e molte organizzazioni, grandi e piccole, in tutto il mondo hanno iniziato a utilizzare Carbon Aware SDK . Questo toolkit aiuta il software a funzionare di più quando l’elettricità è pulita e di meno quando è sporca.
All’inizio di Luglio 2024, i rappresentanti di CAST, NTT DATA e UBS hanno condiviso esempi concreti e strumenti pratici che qualsiasi organizzazione può utilizzare per ridurre le emissioni del proprio software e gettare solide basi per un futuro digitale più verde.
Analizziamo nel dettaglio i punti chiave condivisi durante l’evento.
La riduzione delle emissioni inizia con la misurazione
Capire da dove provengono le emissioni e misurare l’impatto ambientale di un’azienda, sia all’interno che all’esterno, è una grande sfida per tutti i settori. Ecco perché il tema della misurazione del software è diventato centrale.
Pindy Bhullar, responsabile della tecnologia ESG e della tecnologia sostenibile presso UBS, ha avviato la discussione condividendo un processo dettagliato su come UBS ha applicato la specifica SCI , delineando tre fasi chiave per ottenere un punteggio SCI:
- Comprendere i limiti del software.
- Definire l’unità funzionale (R) per descrivere il modo in cui l’applicazione si espande.
- Suddivisione delle emissioni operative (O) e incorporate (M).
Pindy ha sottolineato la necessità di considerare le emissioni incorporate derivanti dalla produzione e dallo smaltimento dell’hardware per ottenere un quadro completo delle emissioni di carbonio. In particolare, quando il software viene eseguito su un dispositivo, una frazione delle emissioni incorporate totali deve essere assegnata al software, che consiste in tempo e condivisione delle risorse.
Massimo Crubellati, Sales SVP e Country Manager di CAST, ha contribuito alla discussione, sottolineando che il calcolo delle emissioni incorporate nella catena di fornitura di hardware e software è il primo passo per sviluppare un portafoglio digitale ITC ai fini della rendicontazione.
La trasparenza ti prepara a soddisfare i requisiti normativi
Con normative come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), la Corporate Sustainability Due Diligence Directive (CSDDD) e ora l’EU AI Act, le aziende dovranno abituarsi a essere più trasparenti e dettagliate nei loro report di sostenibilità. Avere metriche affidabili e dati accurati è fondamentale per soddisfare questi requisiti.
Sapendo che le aziende sono preoccupate per l’impatto che queste normative avranno sul loro business, Massimo e Riccardo Marchiani, Head of Agile, Digital Innovation e IT Group Excellence di Autostrade per l’Italia, hanno parlato di come l’utilizzo degli standard e degli strumenti GSF li abbia aiutati a preparare e migliorare il loro processo di rendicontazione.
A partire dall’anno prossimo, il CSRD richiederà che i report di sostenibilità siano sottoposti a un audit esterno, proprio come avviene ora per i report finanziari. Inoltre, le organizzazioni dovranno condividere le metriche e i metodi utilizzati per ottenere i risultati. Le aziende ICT devono dichiarare la propria impronta di carbonio e sviluppare una strategia per ridurre le emissioni. Il piano di transizione dovrebbe incapsulare policy, obiettivi e dati dettagliati sulle emissioni di ambito 1, 2 e 3.
Massimo ha affermato che, a seconda del livello di efficienza dell’organizzazione, tra il 67% e il 93% delle emissioni deriva esclusivamente dalle applicazioni, rendendo il calcolo una parte fondamentale della rendicontazione.
L’introduzione della Specifica SCI ha consentito a CAST di comprendere il sottoinsieme critico di GHG che deve essere affrontato nel reporting. Come passaggio successivo, CAST e Autostrade hanno utilizzato lo standard Automated Source Code Resource Sustainability Measure (ASCRSM) di OMG per misurare il livello di sostenibilità di ogni applicazione identificando i punti deboli comuni che influenzano l’uso di energia e altre risorse.
L’utilizzo di entrambi gli standard è stato fondamentale per stabilire gli obiettivi di emissione per ogni asset. Ha aiutato CAST a sviluppare un piano di transizione basato su una chiara comprensione delle risorse e delle azioni necessarie per ridurre i suoi gas serra. Nel 2024, utilizzando il calcolo, Autostrade ha preso di mira 60 applicazioni e ha ottenuto, in media, il 15,1% di CO2 risparmiata per applicazione.
Riccardo ha anche condiviso come Autostrade prevede di includere 250 applicazioni nel processo di riduzione, il che si tradurrebbe in un risparmio stimato di 86,8 kg di CO2eg/anno (14%). L’approccio lungimirante di Autostrade prevede l’inclusione della sostenibilità by design nella SW Supply Chain.
La collaborazione guida l’innovazione del software ecologico
Per riassumere il tutto, Gadhu Sundaram, vicepresidente del servizio applicativo di NTT Data UK, ha sottolineato l’importanza della collaborazione e della partnership per il progresso.
Gadhu ha condiviso diversi casi d’uso di NTT DATA, descrivendo come gli sforzi collaborativi di vari gruppi di stakeholder abbiano contribuito alla creazione e all’adozione interna della specifica SCI, dei Green Software Patterns e del Carbon Aware SDK, per poi ampliarne l’utilizzo per supportare i clienti a livello globale.
Ad esempio, NTT DATA Italia ha collaborato con il suo cliente, Intesa San Paolo (ISP), per affrontare la sfida di tracciare e misurare le emissioni di carbonio derivanti dall’utilizzo di software e hardware. NTT DATA ha creato uno strumento di monitoraggio che mostra informazioni in tempo reale su una dashboard interna per i decisori.
Con questa dashboard, gli utenti possono accedere facilmente ai dati sulle emissioni per diversi periodi e filtrare i dati per servizi, uffici, applicazioni e ambienti. Mostra valori in tempo reale per il punteggio SCI corrente, per le emissioni di CO2e in chilogrammi e una ripartizione percentuale delle emissioni per utilizzo delle risorse. Inoltre, evidenzia le aree in cui le risorse consumano e producono la maggior parte delle emissioni, consentendo sforzi di ottimizzazione mirati.
La misurazione di un punteggio SCI è stata fondamentale per identificare e dare priorità alle azioni volte a ridurre l’impronta di carbonio e ottimizzare l’utilizzo di software e hardware. Una descrizione dettagliata di come NTT DATA e ISP hanno collaborato per comprendere, misurare e ridurre il consumo energetico e le emissioni del complesso sistema IT della banca è disponibile qui.
Gadhu ha anche raccontato come i team in Giappone e Germania abbiano contribuito allo sviluppo di progetti di software ecologico.
Sfruttando il Carbon Aware SDK e lavorando a stretto contatto con il progetto Kepler di CNCF per le capacità di monitoraggio, NTT DATA Japan ha creato lo scheduler Carbon Aware Kubernetes. Questo strumento consente agli utenti di eseguire carichi di lavoro nelle posizioni più ecologiche disponibili con il più basso impatto di carbonio.
Più a ovest, NTT DATA Germania ha collaborato con il progetto Green Software Patterns , un archivio di modelli che hanno dimostrato di ridurre le emissioni del software, per creare un acceleratore che consente di testare ogni modello prima e dopo l’implementazione per calcolare il valore SCI dell’applicazione.
In UBS, la Sustainable Technology Guild, un gruppo interno di UBS formatosi una volta che UBS è diventata membro del GSF, ha aiutato l’azienda a ridurre le emissioni condividendo le best practice e sviluppando strumenti pratici. Pindy ha anche sollevato il progetto Transforming Organizations for Sustainable Software (TOSS) all’interno dello Standards WG. Il progetto si concentra su come implementare modelli e principi all’interno delle organizzazioni. Il progetto fornisce supporto nel raggiungimento degli obiettivi net-zero sviluppando un framework che delinea l’approccio e la metodologia per le organizzazioni per incorporare, trasformare e utilizzare i dati sulle emissioni software.
Dare forma al futuro del software verde
Dobbiamo iniziare a capire quali aree e problemi necessitano attenzione. Per iniziare a ridurre le emissioni, dobbiamo prima misurarle. Una volta ottenute queste informazioni, possiamo concentrare le nostre risorse, apportare modifiche e procedere con il software verde. Metriche affidabili, dati dettagliati e una chiara comprensione delle aree problematiche ci indicano la strada da seguire.
È altrettanto importante puntare alla trasparenza piuttosto che alla perfezione. I team dovrebbero iniziare a misurare in base ai dati disponibili. Questo approccio inviterà altri a unirsi e a costruire un ecosistema cooperativo. Infine, testare gli standard è il modo migliore per capire come funziona un’applicazione e identificare lacune e necessità di dati. Man mano che cresce l’interesse per il software ecologico, i leader devono istruire e preparare i loro team a implementare le best practice e gli standard.
Aderendo a GSF, le organizzazioni possono collaborare con aziende come CAST, NTT DATA e UBS e creare standard e strumenti per migliorare il modo in cui misuriamo il software per la sostenibilità e per ampliare la decarbonizzazione nel software.
Attraverso un Working Group, ci assicuriamo che tutti i nostri progetti rappresentino le esigenze del settore e forniamo risorse per rendere il software più sostenibile. Scopri di più sui progetti GSF .
Conclusione
Lo sviluppo software green è un campo in rapida evoluzione, con grandi potenzialità per ridurre l’impatto ambientale del settore IT. La Green Software Foundation sta giocando un ruolo fondamentale in questo processo, definendo standard e promuovendo la consapevolezza. Sebbene l’Europa stia iniziando a integrare la sostenibilità nelle politiche digitali, c’è ancora molto da fare per rendere queste pratiche comuni. Le iniziative italiane stanno lentamente emergendo, ma il futuro del green software sembra promettente.
(fonte)
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