Cosa è EuroStack

Cosa è EuroStack

Cosa è EuroStack

Indice – Cosa è EuroStack

  1. Il contesto: l’Europa come “colonia digitale”
  2. Origine e fondatori: come nasce EuroStack
  3. Scopi e pilastri strategici dell’iniziativa
  4. Il Whitepaper: “Deploying the EuroStack – What’s Needed Now”
  5. I tre livelli dello stack tecnologico europeo
  6. La tabella comparativa: stack attuale vs stack sovrano europeo
  7. Come applicare i principi EuroStack nella pratica
  8. Conclusioni: la formazione continua come leva strategica

1. Il contesto: l’Europa come “colonia digitale”

C’è una cifra che dovrebbe preoccupare ogni CTO, ogni responsabile IT e ogni fondatore di startup in Europa: oltre l’80% delle tecnologie e infrastrutture digitali utilizzate in Europa è importato, e il 70% dei modelli AI fondazionali usati a livello globale proviene dagli Stati Uniti. Le aziende europee, nel frattempo, rappresentano appena il 7% della spesa globale in ricerca su software e internet.

Questo non è un problema di competitività in senso stretto: è una questione di dipendenza strutturale. I datacenter che ospitano i dati delle pubbliche amministrazioni europee rispondono a leggi extraeuropee. I servizi cloud critici per ospedali, banche e infrastrutture energetiche appartengono a iperescalatori americani. Il software che gira sulle workstation di milioni di lavoratori europei è sviluppato altrove, governato altrove, aggiornato altrove.

Il fallimento nel coagulare le capacità disperse dell’Europa in un sistema coerente — mentre i giganti digitali americani hanno riempito quello spazio — ha contribuito a svuotare l’imprenditorialità e ha favorito una diaspora di talenti e startup europee verso gli Stati Uniti. È in questo contesto che nasce EuroStack.

2. Origine e fondatori: come nasce EuroStack

Il movimento EuroStack ha avuto origine da una conferenza multipartito organizzata da Cristina Caffarra, Francesca Bria, Meredith Whittaker, Alexandra Geese e Kai Zenner al Parlamento Europeo il 24 settembre 2024: Towards European Digital Independence: Building the EuroStack.

L’evento aveva l’obiettivo di portare il tema della rinascita tecnologica europea sull’agenda della nuova Commissione (mandato 2025-2029). Da quel momento l’iniziativa ha assunto una traiettoria rapida: a gennaio 2025 Cristina Caffarra ha coordinato un gruppo di partecipanti dell’industria tech per produrre prima un pitch document con le idee chiave, poi il White Paper completo Deploying the EuroStack: What’s Needed Now nell’aprile 2025.

Il termine “EuroStack” è apparso nel programma di coalizione del governo tedesco nel maggio 2025, è stato discusso durante la Presidenza polacca del Consiglio a Danzica, a Parigi più volte, all’avvio della Presidenza danese, in numerosi eventi sponsorizzati dalla Commissione Europea, al Senato francese.

Tra i protagonisti dell’iniziativa industriale figurano Yann Lechelle (CEO di probabl.ai), Andy Yen (CEO di Proton), Frank Karlischek (CEO di Nextcloud), Wolfgang Oels (CEO di Ecosia), Stefane Fermigier (CEO di APELL), Fred Plais (CEO di Upsun) e molti altri CEO di aziende tecnologiche europee. La EuroStack Initiative Foundation e.V. — costituita come ente no-profit — è il veicolo formale per coordinare le energie e costruire azioni concrete.

3. Scopi e pilastri strategici dell’iniziativa

EuroStack non è un’associazione di lobbying né un’iniziativa puramente accademica. È un’iniziativa di politica industriale europea che unisce tecnologia, governance e finanziamenti per investimenti focalizzati sull’Europa, al fine di costruire e adottare un insieme di infrastrutture digitali: dalla connettività al cloud computing, dall’AI alle piattaforme digitali.

I tre pilastri operativi dell’iniziativa sono:

Buy European — Trasformare la domanda pubblica. Il settore pubblico europeo è il più grande acquirente di servizi digitali del continente, eppure nella pratica ha ceduto interamente questo spazio agli iperescalatori americani. EuroStack chiede l’adozione di regole di procurement che creino deliberatamente spazio per i fornitori europei, come leva per stimolare domanda e sviluppo industriale.

Sell European — Costruire offerta credibile. Non basta esistere: le aziende europee devono saper costruire bundle di prodotti che rispondano ai bisogni reali dei clienti, con un’interoperabilità e un’apertura tali da essere scelte come alternative concrete rispetto alle offerte US.

Fund European — Risolvere il problema del capitale. EuroStack propone un Sovereign Tech Fund da 300 miliardi di euro per finanziare l’innovazione nei settori strategici, includendo possibili nuovi strumenti come un European VC Initiative (EVCI) e meccanismi per mobilitare i risparmi privati europei verso equity e venture capital tecnologici.

L’iniziativa non propugna il “decoupling” dall’ecosistema americano né la chiusura protezionistica: il suo obiettivo è costruire alternative autonome e più concorrenza, non meno.

4. Il Whitepaper: “Deploying the EuroStack – What’s Needed Now”

Il White Paper pubblicato nell’aprile 2025 è il documento tecnico-strategico più rilevante prodotto dall’iniziativa EuroStack Industry Initiative. È una roadmap concreta e orientata all’azione, sviluppata da un sottogruppo di oltre 200 leader dell’industria tech e digitale europea che hanno firmato la lettera aperta alla Commissione Europea.

Il documento articola tre macro-proposte operative:

La prima è “Buy European”, che include una proposta di modifica alla Direttiva Europea sugli Appalti e al Cloud and AI Development Act, con l’obiettivo di introdurre criteri verificabili per definire cosa si intende per “europeo” in sede di gara: assenza di vendor lock-in, controllo giurisdizionale europeo dei dati, trasparenza sulla sicurezza, contributo all’ecosistema europeo.

La seconda è “Sell European”: il White Paper identifica meccanismi specifici per migliorare la visibilità dell’offerta europea — incluso un European Catalogue Project (già avviato su euro-stack.com) — e per migliorare l’interoperabilità tra servizi europei, così da permettere ai buyer di identificare e adottare alternative credibili alle suite integrate US.

La terza è “Fund European”: oltre al Sovereign Tech Fund, il documento propone la creazione di un veicolo EuroStack Fund (potenzialmente riallocando fondi dal Digital Europe Programme o dai proventi delle sanzioni DMA/DSA), strutturato come un Sovereign Fund-of-Funds amministrato da EIB/EIF, con un’agenzia operativa sul modello del Sovereign Tech Fund tedesco.

Come recita esplicitamente il documento: “Non possiamo più ‘ammirare il problema’. Non c’è dibattito sul ‘perché’, la questione ora è il ‘come’.”

5. I tre livelli dello stack tecnologico europeo

EuroStack descrive l’infrastruttura digitale come un sistema organizzato su tre livelli interconnessi:

Il Livello fisico e hardware copre tutto ciò che è tangibile: reti di connettività, satelliti (con riferimento esplicito a IRIS²), datacenter, supercomputer, semiconduttori. È il layer su cui poggiano tutti gli altri e quello in cui la dipendenza europea è più critica.

Il Livello cloud e middleware comprende le infrastrutture IaaS e PaaS, i sistemi operativi, le piattaforme di containerizzazione e orchestrazione, i framework di sviluppo, le suite di collaborazione. È il livello in cui oggi operano quasi esclusivamente AWS, Microsoft Azure e Google Cloud.

Il Livello applicativo e dati è quello dei servizi digitali a contatto con utenti e imprese: digital identity wallet (EUDI Wallet), digital euro, data spaces federati, modelli AI addestrati su dati e infrastrutture europee. EuroStack delinea uno stack tecnologico stratificato — che va dalle materie prime, ai chip, alle reti, all’IoT e ai dispositivi, al cloud, al software, ai dati e all’AI — progettato per integrare standard di apertura, sostenibilità e interoperabilità dall’inizio alla fine della catena.

6. Stack attuale vs stack sovrano europeo: una comparazione

LayerStack attuale (dipendente)EuroStack (obiettivo europeo)
Hardware / ChipNVIDIA, Intel, AMD (USA)ASML + ecosistema RISC-V europeo
Cloud IaaSAWS, Azure, Google CloudOVHcloud, Hetzner, IONOS, T-Systems
Sistema operativoWindows, macOSLinux (kernel europeo), Tails OS
Collaboration suiteMicrosoft 365, Google WorkspaceNextcloud, Infomaniak, Open-Xchange
AI / LLMOpenAI (GPT), Anthropic, GoogleMistral AI, Aleph Alpha, probabl.ai
Digital IdentityGoogle/Apple ID, SSO USEUDI Wallet (EU Digital Identity)
PaymentsVisa/Mastercard, StripeDigital Euro (BCE), Bancomat Pay
Video conferencingZoom, Teams, MeetJitsi, Matrix/Element
Browser / SearchChrome/Google SearchFirefox, Ecosia, Brave
Gestione codiceGitHub (Microsoft)GitLab, Forgejo, Codeberg

7. Come applicare i principi EuroStack nella pratica

Per uno sviluppatore software o un’azienda IT, EuroStack non è solo un manifesto politico: è un framework di scelte architetturali e strategiche concrete. Ecco come tradurlo in pratica.

Il primo passo è un audit dello stack attuale: mappare sistematicamente da quali fornitori dipende la propria infrastruttura, a quale giurisdizione sono soggetti i dati, dove si trovano i datacenter, quali licenze governano il codice in uso. Questo esercizio rivela immediatamente i punti di dipendenza critica e indica le priorità di migrazione.

Il secondo passo è preferire open source e standard aperti. EuroStack promuove l’integrazione su uno stack open source federato, riducendo la dipendenza dalle soluzioni proprietarie Big Tech. Scelte concrete: adottare container orchestration con Kubernetes self-hosted, scegliere database open source (PostgreSQL, MariaDB), usare framework di comunicazione basati su protocolli standard aperti come Matrix.

Il terzo passo riguarda l’architettura a microservizi come abilitatore di sovranità: la decomposizione dei sistemi in servizi indipendenti, comunicanti via API standardizzate, rende molto più gestibile la sostituzione progressiva di componenti US con alternative europee, senza big-bang migrations. Un’architettura monolitica accoppiata a un singolo hyperscaler è il modello peggiore dal punto di vista della sovranità tecnologica.

Il quarto passo è la data residency by design: progettare sistemi che garantiscano by default che i dati sensibili restino in datacenter europei, soggetti al GDPR e alle normative EU, usando provider come OVHcloud, Hetzner, Scaleway o Exoscale al posto degli hyperscaler americani.

Il quinto passo è il contributo attivo all’ecosistema: favorire fornitori che contribuiscono a progetti open source europei, partecipare al European Catalogue Project (euro-stack.com), preferire nelle gare d’appalto i criteri che EuroStack propone come indicatori di “europeanità” autentica.

8. Conclusioni: la formazione continua come leva strategica

EuroStack è, nella sua essenza, una scommessa sull’industria tecnologica europea. Ma nessuna scommessa strategica vince senza le persone capaci di attuarla. L’iniziativa EuroStack stima che la trasformazione richiederà circa un decennio e investimenti nell’ordine dei 300 miliardi di euro. In questo orizzonte temporale, la risorsa più scarsa non è il capitale: è il talento tecnico in grado di progettare, sviluppare e governare infrastrutture digitali sovrane.

Governare uno stack tecnologico moderno — distribuito, cloud-native, basato su microservizi, conforme al GDPR, interoperabile per design — richiede competenze che evolvono più velocemente di qualsiasi certificazione statica. Un team IT che non si forma continuamente è un team che accumula debito tecnico e debito di competenze. E in un ecosistema in cui si chiede alle aziende europee di costruire alternative credibili agli hyperscaler globali, il livello di competenza non è un dettaglio: è la condizione di possibilità dell’intero progetto.

Per le aziende che vogliono allinearsi ai principi EuroStack, un punto di partenza concreto è il catalogo formativo di Innovaformazione, che copre le tecnologie abilitanti per la costruzione di stack moderni e sovrani: visiona tutti i corsi

In particolare, nell’ottica EuroStack, risultano strategici i corsi dedicati allo sviluppo a microservizi: vedi QUI.

I corsi sono erogati su richiesta, in modalità online classe virtuale, con calendario da concordare direttamente con l’azienda. Questo formato è particolarmente adatto per team distribuiti, esattamente il contesto di chi lavora su infrastrutture cloud-native europee. Innovaformazione può inoltre supportare le aziende nella gestione del piano formativo finanziato tramite Fondimpresa, permettendo di accedere ai fondi interprofessionali per finanziare la formazione tecnica specialistica senza oneri diretti sul bilancio aziendale.

In un ecosistema in cui si parla di miliardi di euro di investimento per costruire un’Europa digitalmente sovrana, investire nella crescita del proprio team IT non è un costo: è l’unico modo per non restare spettatori della trasformazione più importante del decennio.

Richiedi informazioni

email: info@innovaformazione.net

TEL. 3471012275 (Dario Carrassi)

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