Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione
Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione: guida per neofiti
Marco ha 24 anni, un diploma tecnico e un’idea fissa in testa: lavorare nell’informatica. Il problema è che, appena apre un motore di ricerca, si trova davanti a una lista di nomi (Java, Python, JavaScript, Kotlin, Swift…) che sembrano tutti ugualmente importanti e ugualmente incomprensibili. È come dover scegliere una lingua straniera da studiare senza sapere se userà più l’inglese per lavorare a Londra o lo spagnolo per un trasferimento a Madrid.
In questo articolo proviamo a fare chiarezza: quali linguaggi di programmazione sono oggi più richiesti secondo i dati aggiornati del mercato del lavoro internazionale, come si stanno muovendo mobile e database, cosa cambia con l’intelligenza artificiale e come orientarsi in base alle proprie attitudini, prima ancora di scegliere il primo corso da seguire.
Indice dei contenuti – Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione
1. Perché la scelta del linguaggio giusto non è mai banale
2. Il mercato del lavoro IT: la domanda supera ancora l’offerta
3. La classifica 2026: Python, Java e gli altri protagonisti
4. Sviluppo mobile: Android, iOS e cross-platform in crescita
5. Il mondo (spesso sottovalutato) dei database: SQL e PL/SQL
6. L’intelligenza artificiale non sostituisce chi programma: lo rende più indispensabile
7. Come scegliere il primo linguaggio in base alle proprie attitudini
8. Conclusioni: formare i team è un investimento, non un costo
1. Perché la scelta del linguaggio giusto non è mai banale
Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione. Iniziamo. Il mondo IT è immenso e in continua evoluzione, e ogni linguaggio di programmazione (o “coding language”) nasce per risolvere problemi diversi: c’è chi è pensato per costruire siti web, chi per gestire enormi quantità di dati, chi per far girare le app sul telefono e chi per pilotare sistemi industriali. Per chi è agli inizi nello sviluppo web o software, la difficoltà non è tanto imparare la sintassi di un linguaggio, quanto capire quale abbia più senso imparare per primo, in base ai propri obiettivi e alle proprie inclinazioni.
Un aspetto che i neofiti sottovalutano spesso è che il mercato del lavoro informatico è internazionale: un linguaggio molto richiesto negli Stati Uniti non è necessariamente il più richiesto in Italia o in Europa, e questo cambia non poco la strategia di chi si sta formando.
2. Il mercato del lavoro IT: la domanda supera ancora l’offerta
Il settore informatico non ha mai attraversato una vera crisi occupazionale: la domanda di sviluppatori resta sistematicamente superiore all’offerta disponibile sul mercato del lavoro. Basta cercare su un qualsiasi portale di annunci per trovare centinaia di posizioni aperte per programmatori Java e JEE, sviluppatori web su HTML, CSS e JavaScript, programmatori mobile per Android, iOS e cross-platform, oltre a sviluppatori per Microsoft .NET e Python.
I numeri confermano questa fotografia: solo su Indeed Italia si contano centinaia di annunci attivi per sviluppatori Java, e diverse ricerche di settore indicano che Python, JavaScript e Java restano i tre linguaggi più richiesti dai recruiter a livello globale, con Python cercato da circa il 45% dei selezionatori, seguito da JavaScript e Java. In Italia, uno sviluppatore Java junior parte in genere da una retribuzione tra 17.000 e 21.000 euro lordi annui, per poi crescere sensibilmente con l’esperienza, fino a superare i 50.000-60.000 euro nei profili senior.
3. La classifica 2026: Python, Java e gli altri protagonisti
Secondo il TIOBE Index di luglio 2026, uno degli osservatori più autorevoli e citati a livello internazionale, giunto quest’anno al suo 25° anniversario, Python resta saldamente al primo posto, con un distacco netto sugli inseguitori. Alle sue spalle troviamo C e C++, seguiti da Java, C# e JavaScript. Una new entry degna di nota è Rust, che per la prima volta nella sua storia è entrata nella top 10, mentre SQL è salito fino all’ottava posizione, segno che il lavoro sui dati resta centrale.
Python guida la classifica soprattutto grazie al suo dominio in ambiti come intelligenza artificiale, machine learning, analisi dati e automazione: è un linguaggio versatile e adatto ai principianti, un po’ come un coltellino svizzero della programmazione. In Italia e in Europa, però, la tecnologia più richiesta dalle aziende resta spesso Java e la piattaforma JEE (Java Enterprise Edition), storicamente associata anche alle retribuzioni più solide, grazie al ruolo centrale che riveste in banche, assicurazioni e grandi organizzazioni. JavaScript, dal canto suo, resta insostituibile per lo sviluppo web: la quasi totalità dei siti internet oggi esistenti si appoggia, in un modo o nell’altro, a questo linguaggio.
Tabella – Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione
| Linguaggio | Posizione TIOBE (lug. 2026) | Ambito principale | Dove si usa di più |
| Python | 1° (18,94%) | AI/ML, data science, automazione, scripting | Ricerca, startup, aziende data-driven |
| C | 2° | Sistemi operativi, sistemi embedded | Industria, IoT, firmware |
| C++ | 3° | Software ad alte prestazioni, gaming | Videogiochi, finanza, sistemi critici |
| Java / JEE | 4° | Applicazioni enterprise, backend, Android | Banche, assicurazioni, grandi aziende (forte in Italia/Europa) |
| C# | 5° | Ecosistema Microsoft .NET | Applicazioni desktop, web, mobile (Unity) |
| JavaScript | 6° | Sviluppo web front-end e back-end (Node.js) | Quasi ogni sito e web app esistente |
| SQL | 8° | Interrogazione e gestione database | Ogni azienda con dati da gestire |
| Rust | 10° (new entry) | Sistemi sicuri e ad alte prestazioni | Infrastrutture cloud-native, sistemi critici |
4. Sviluppo mobile: Android, iOS e cross-platform in crescita
Ormai ogni software ha bisogno di essere accessibile da smartphone e tablet, e quasi ogni piattaforma web possiede una propria app, principalmente per Android e iOS. Non stupisce quindi che la richiesta di sviluppatori mobile sia in forte crescita. Per Android, il linguaggio di riferimento è diventato Kotlin: pensato per essere pienamente compatibile con le librerie Java, dal 2019 Google lo ha indicato come linguaggio preferito per lo sviluppo Android, rendendolo più moderno, sicuro e con meno codice ripetitivo rispetto al passato.
Per iOS il linguaggio storico resta Swift, sebbene la sua diffusione risulti più legata e circoscritta all’ecosistema Apple rispetto alla crescita di altri linguaggi generalisti. Accanto allo sviluppo nativo, cresce anche l’interesse per i framework cross-platform, che permettono di scrivere una sola base di codice per più sistemi operativi, riducendo tempi e costi di sviluppo.
5. Il mondo (spesso sottovalutato) dei database: SQL e PL/SQL
La programmazione dei database è un ambito che molte panoramiche generaliste tendono a sottovalutare, eppure resta uno dei più solidi in termini di opportunità professionali. Esistono intere carriere costruite su tecnologie come SQL Server, MySQL e PL/SQL (il linguaggio procedurale di Oracle), fondamentali in qualsiasi organizzazione che debba gestire, interrogare e proteggere i propri dati. Non a caso, come accennato, SQL è stabilmente tra i primi dieci linguaggi più diffusi al mondo secondo TIOBE: senza una solida gestione dei dati, nessuna applicazione web, mobile o aziendale può davvero funzionare.
6. L’intelligenza artificiale non sostituisce chi programma: lo rende più indispensabile
Con la diffusione di assistenti basati su intelligenza artificiale generativa, capaci di scrivere intere porzioni di codice in pochi secondi, molti neofiti si chiedono se abbia ancora senso imparare a programmare. La risposta è sì, ed è più vera oggi che in passato. Questi strumenti velocizzano la scrittura del codice, ma non eliminano la necessità di capire cosa hanno effettivamente prodotto: uno sviluppatore deve saper leggere, verificare e correggere ciò che l’AI genera, individuare errori logici o di sicurezza che il modello può introdurre, e saper guidare lo strumento con istruzioni precise per ottenere un risultato realmente utilizzabile in produzione.
In altre parole, l’AI ha spostato l’asticella delle competenze richieste più in alto, non l’ha abbassata: chi non conosce a fondo i fondamentali di un linguaggio rischia di accettare acriticamente codice che sembra funzionare ma che nasconde problemi, mentre chi padroneggia davvero la programmazione può usare questi strumenti come un moltiplicatore di produttività, restando comunque l’unico vero responsabile della qualità del software. Per questo motivo, imparare a programmare in modo solido è oggi ancora più indispensabile che in passato, non meno.
7. Come scegliere il primo linguaggio in base alle proprie attitudini
Come orientarsi tra i linguaggi di programmazione? Non esiste un linguaggio “migliore in assoluto”: esiste il linguaggio più adatto a ciò che si vuole costruire e al tipo di lavoro mentale che si preferisce fare. Chi ama la logica rigorosa, la struttura e vuole lavorare in grandi organizzazioni troverà terreno fertile in Java e nell’ecosistema JEE. Chi è incuriosito da dati, automazione e intelligenza artificiale troverà in Python una porta d’ingresso naturale e accessibile. Chi vuole vedere subito un risultato visibile su uno schermo può iniziare da HTML, CSS e JavaScript, il trio alla base di ogni sito web. Chi invece sogna di creare le app che tutti hanno in tasca può orientarsi su Kotlin per Android o Swift per iOS.
Marco, alla fine, ha scelto di partire da Java: non perché fosse l’unico linguaggio possibile, ma perché rispecchiava il suo interesse per i sistemi aziendali strutturati e perché, in Italia, gli avrebbe aperto più porte nel breve periodo. Il punto non è trovare la risposta “giusta” in astratto, ma quella giusta per sé, con l’aiuto di chi il mercato lo conosce davvero.
8. Conclusioni: formare i team è un investimento, non un costo
Per le aziende, il tema non è troppo diverso da quello dei singoli neofiti: la carenza di sviluppatori qualificati sul mercato rende sempre più conveniente investire nella formazione interna, piuttosto che affidarsi esclusivamente alla ricerca di profili già pronti, sempre più rari e costosi da reperire. Formare i neoassunti su Java, JEE, Python o sulle tecnologie realmente utilizzate in azienda, oppure avviare una vera e propria academy interna per costruire da zero i futuri collaboratori, è oggi una delle strategie più efficaci per colmare il divario tra domanda e offerta di competenze IT.
Innovaformazione si occupa da anni di formazione informatica specialistica, con corsi di formazione Java, JEE, C#, C++, JavaScript e sulle principali tecnologie richieste dal mercato del lavoro. Se la tua azienda desidera valutare l’organizzazione di un’academy personalizzata per formare nuovo personale o rafforzare le competenze del team già presente, siamo a disposizione per una consulenza su misura.
Per informazioni su corsi di programmazione e academy aziendali personalizzate: scrivici a info@innovaformazione.net oppure chiama il 347 101 2275 (Dario Carrassi). Siamo a disposizione per ogni informazione sulla formazione Java, sulla formazione sulla programmazione e sui nostri corsi di programmazione su misura per aziende.
Visita anche www.innovaformazione.net per scoprire tutti i corsi disponibili. Visita il catalogo per aziende QUI.
(fonte)
Articoli correlati
Claude Code controllo remoto
Opportunità Carriera Contabilità SAP
Guida SIA AI
Guida Dual LLM Verification
Padroneggiare Claude Code Avanzato
