Come iniziare una carriera nell Information Technology
In questo articolo vogliamo cercare di aiutare chi è alle primissime armi nel mondo dell’informatica ma allo stesso tempo è affascinato dal settore. Sui social network ma anche nelle chiacchiere fra giovani, capita di sentire discorsi su ” Come iniziare una carriera nell Information Technology”.
Alcuni ne sono affascinati per le possibilità di imparare a destreggiarsi su software e computer. Altri perchè semplicemente avvertono che l’informatica sia la nuova frontiera del lavoro tecnico.
Alcuni semplicemente vogliono sapere Come iniziare una carriera nell Information Technology solo perchè vedono che il mercato del lavoro è in continua crescita e sono attratti dalla possibilità di guadagnare bene.
Cominciamo nel dire he se pensate di avvicinarvi ad un mestiere o ad un settore solamente perchè attratti dai guadagni e dai soldi, state commettendo un grosso errore. Questo errore a nostro avviso lo si commette a prescindere dal mondo dell’Information Technology. Infatti rincorrere un lavoro solamente per i guadagni ma che in realtà non ci piacerà, significa rischiare poi di avere una vita frustrata e con un lavoro che si odierà.
Lavorare nell’IT vuol dire innanzitutto studiare ed essere pronti a studiare sempre. Sia prima di iniziare la carriera lavorativa, sia durante il lavoro.
Possiamo individuare due macro categorie di figure professionali nell’Information technology: gli sviluppatori software e i sistemisti/amministratori di sistema.
Probabilmente negli ultimi anni i primi hanno più richiesta e di mercato dei secondi. Probabilmente perchè è un lavoro diciamo “un pò più complesso” e che ci si arriva con più difficoltà.
Cerchiamo di rispondere alla domanda: Come iniziare una carriera nell Information Technology ?
Solitamente si inizia con un percorso di studi, meglio se universitario. Ingegneria informatica , informatica o facoltà ad indirizzo sviluppo software. Se volete consigliamo una ulteriore lettura dell’articolo ” Ingegneria Informatica vs Informatica”.
L’università è solitamente il miglior modo per poi entrare nel mondo del lavoro IT. In Italia troviamo numerose Università anche di buon prestigio per l’ambito informatico.
Se non volete impegnarvi in almeno 3 anni di studi universitari esistono come alternative gli ITS con vari indirizzi (che possono avere durata di due, tre anni) sempre come percorsi post-diploma.
L’alternativa ancora può consistere nel seguire alcune academy informatiche organizzate da aziende, società di consulenza o enti di formazione. Qui ci si addentra però in un mare pieno di insidie poichè si rischia di seguire dei corsi troppo brevi, oppure poco adatti a noi oppure realizzati male. Bisogna quindi fare molta attenzione. Troverete corsi a pagamento e a volte gratuiti.
Una volta scelto il percorso di formazione più adatto alle nostre prospettive e inclinazioni, solitamente si inizia a lavorare con un periodo di stage oppure con il classico apprendistato.
I primi mesi in azienda vengono chiamati di “training on the job”. Ovvero si inizia letteralmente ad imparare a lavorare. Una volta assunti solitamente si viene messi in affiancamento dopo aver ricevuto spiegazioni sul progetto e sulle attività da svolgere.
Fino all’anno di esperienza lavorativa ci si può considerare “junior”. Forse fino ai due anni. Nel primo periodo è importante apprendere il più possibile dai colleghi ed essere il più rapidamente “produttivi”. Per produttivi si intende capaci di produrre, ovvero portare a termine dei “task” o rispondere a certe richieste di supporto.
Durante la carriera lavorativa, può capitare di studiare nuove tecnologie o semplicemente “studiare il nuovo progetto”. Quindi avere una mente elastica ed una mentalità pronta all’apprendimento è una caratteristica fondamentale per chi lavora nell’information technology.
La velocità con cui riusciremo ad apprendere cose nuove durante la vita lavorativa dipenderà da:
- il nostro backgroud formativo
- la nostra forma mentis
Sicuramente con il tempo la velocità di apprendimento diventa più rapida, ovvero con l’esercizio sul lavoro. Tuttavia può capitare di dover farsi aiutare con dei corsi di formazione, tutoraggio e consulenza esterna.
Il settore informatico è molto vasto infatti, ragione per cui può capitare che un’azienda specializzata ad esempio in tecnologie .net, abbia difficoltà a prendere un progetto in Java o con uno stack molto diverso da quello che è l’abitudine aziendale. Quindi si ricorre a consulenza esterna oppure a corsi di formazione specialistici che aiuti il team a diventare il più rapidamente produttivi possibile su tecnologie nuove.
Con il passare degli anni la carriera può evolversi. Se piace l’idea e se l’azienda ha possibilità, si può diventare Project Manager, capo area, responsabile dello sviluppo fino a CTO (Chief Technology Officer).
Ovviamente scalando i gradi della carriera aumenta si lo stipendio ma anche responsabilità e sforzo lavorativo.
Ci sono aziende che hanno piani di carriera definiti, che prospettano dopo un tot anni l’avanzamento di carriera. Altre aziende, magari più piccole o semplicemente poco organizzate, che non prospettano nulla da standard.
In questi casi ci si può proporre internamente per un avanzamento di carriera ai referenti HR. Altrimenti se scontenti, la persona potrà guardarsi intorno e cercare lavoro altrove attratto ad esempio da ruoli più stimolanti, tecnologie più interessanti e non solo dagli stipendi più alti.
Diversamente, chi non avrà interesse a scalare la carriera nè tantomeno a cambiare azienda, potrà restare anche a vita a fare le stesse cose più o meno per sempre, o fino alla pensione.
Ma con i cambiamenti repentini del settore, quasi nessuno resta a fare le stesse cose per sempre. Il motto è “restare al passo”.
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