Linguaggi di Programmazione

Linguaggi di Programmazione

Linguaggi di Programmazione (la storia)

Dietro ogni app, sito o software che usi ogni giorno c’è una lunga storia di linguaggi di programmazione, iniziata quasi due secoli fa con un’intuizione geniale e arrivata fino a Python e all’intelligenza artificiale. In questo articolo ripercorriamo le tappe principali di questa storia, in modo semplice e narrativo, pensato per chi si affaccia oggi al mondo della programmazione e magari sta valutando un percorso universitario in informatica o ingegneria informatica.

Indice dei contenuti – Linguaggi di Programmazione

1. Cos’è un linguaggio di programmazione e perché conoscerne la storia

2. Ada Lovelace: la prima programmatrice della storia

3. Dal linguaggio macchina all’Assembly: i linguaggi di basso livello

4. Fortran: nasce il primo linguaggio ad alto livello

5. COBOL e Pascal: le fondamenta del software gestionale e didattico

6. Gli anni ’70: arrivano C e C++

7. Gli anni ’80: Objective-C e l’ecosistema Apple

8. Gli anni ’90: Python, Java, PHP, JavaScript e Ruby

9. Il web cresce, i rischi pure: nasce OWASP

10. La timeline dei linguaggi di programmazione

11. Quale linguaggio scegliere oggi se vuoi studiare informatica

12. Conclusioni: perché questa storia conta per chi vuole diventare programmatore

1. Cos’è un linguaggio di programmazione e perché conoscerne la storia

Un linguaggio di programmazione è l’insieme di regole, parole e sintassi che permette a una persona di scrivere istruzioni comprensibili da un computer. Ogni software per PC, ogni app per smartphone, ogni sito web che visiti nasce da righe di codice scritte in uno di questi linguaggi. Ma perché dovrebbe interessarti la loro storia, se vuoi solo imparare a programmare? Perché capire da dove arrivano i linguaggi che userai ti aiuta a capire perché sono fatti in un certo modo, quali problemi hanno risolto e perché, ancora oggi, all’università si studiano linguaggi nati oltre cinquant’anni fa.

2. Ada Lovelace: la prima programmatrice della storia

Tutto comincia con una donna che il computer non lo vide mai costruito. Ada Lovelace, matematica londinese, nel 1843 pubblicò le sue “Note” a corredo della traduzione di un articolo sulla Macchina Analitica di Charles Babbage: un calcolatore meccanico progettato ma mai realizzato ai tempi. Tra queste note, la celebre “Nota G” conteneva un metodo passo-passo per calcolare i numeri di Bernoulli con la macchina di Babbage: il primo algoritmo pensato per essere eseguito da una macchina, secondo la comunità storica e scientifica. Per questo Ada Lovelace è considerata la prima programmatrice della storia, e in suo onore, oltre un secolo dopo, il Dipartimento della Difesa statunitense chiamò “Ada” un intero linguaggio di programmazione.

3. Dal linguaggio macchina all’Assembly: i linguaggi di basso livello

Per quasi un secolo dopo Ada Lovelace, programmare significò parlare quasi direttamente con la macchina. I primi linguaggi furono di “basso livello”, cioè molto vicini al linguaggio macchina: sequenze di 0 e 1 che il processore esegue direttamente. Il primo vero linguaggio di basso livello fu l’Assembly, che sostituisce i codici binari con brevi mnemonici (comunemente, anche se in modo improprio, chiamato “Assembler”, che in realtà è il nome del programma che traduce l’Assembly in linguaggio macchina). Un’istruzione Assembly molto semplice, per spostare un valore in un registro del processore, appare così:

MOV AX, 5      ; carica il valore 5 nel registro AX
ADD AX, 3      ; somma 3 al contenuto di AX
MOV [risultato], AX  ; salva il risultato in memoria

Potente e velocissimo, ma scomodo: ogni singola operazione va scritta a mano, ed è legato all’hardware specifico. Serviva qualcosa di più vicino al modo di ragionare umano.

4. Fortran: nasce il primo linguaggio ad alto livello

Un linguaggio si definisce “di alto livello” quando astrae il funzionamento della macchina e si avvicina al linguaggio naturale: più è comprensibile per una persona, più è “alto”. Per essere eseguiti, questi linguaggi devono però essere tradotti in linguaggio macchina da un altro programma (un compilatore o un interprete). Il primo linguaggio di alto livello della storia fu il Fortran (FORmula TRANslation), sviluppato da un team IBM guidato da John Backus e presentato nel 1957. Il cambiamento fu enorme: compiti che richiedevano centinaia o migliaia di istruzioni scritte a mano potevano essere tradotti automaticamente e ridotti a poche decine di righe di Fortran. Per questo lavoro, e per i suoi successivi contributi alla teoria dei linguaggi, John Backus ricevette il prestigioso Turing Award nel 1977, il massimo riconoscimento nell’informatica mondiale.

5. COBOL e Pascal: le fondamenta del software gestionale e didattico

Tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’70 nascono altri due linguaggi storici. Il COBOL (Common Business-Oriented Language), del 1959, fu pensato appositamente per le applicazioni gestionali ed economiche: banche, assicurazioni e pubblica amministrazione lo adottarono massicciamente, e ancora oggi sistemi COBOL girano dietro le quinte di molte infrastrutture finanziarie mondiali. Il Pascal, creato dall’informatico svizzero Niklaus Wirth nel 1970, nacque invece con uno scopo diverso: insegnare in modo rigoroso i concetti della programmazione strutturata. Non a caso, per decenni è stato il linguaggio con cui generazioni di studenti hanno mosso i primi passi nella programmazione.

6. Gli anni ’70: arrivano C e C++

Con gli anni ’70 arrivano i linguaggi che sentiamo più vicini a noi. Dennis Ritchie, ai Bell Labs, sviluppa il linguaggio C: veloce, compatto, capace di parlare quasi direttamente con l’hardware pur restando leggibile. Il C diventerà la base del sistema operativo Unix e, di riflesso, di gran parte dell’informatica moderna. Poco dopo, Bjarne Stroustrup lo estende con i concetti della programmazione orientata agli oggetti, dando vita al C++. Ecco come lo storico “Hello, world!” cambia sintassi passando dall’Assembly a un linguaggio come il C, molto più leggibile:

#include <stdio.h>

int main() {
    printf("Ciao, mondo!\n");
    return 0;
}

Poche righe, chiare anche a chi non ha mai programmato: è proprio questo il senso di “alto livello”.

7. Gli anni ’80: Objective-C e l’ecosistema Apple

Gli anni ’80 portano con sé l’ascesa dei personal computer e, con essa, nuovi linguaggi pensati per la programmazione a oggetti. Brad Cox e Tom Love creano Objective-C, un’estensione del C con i meccanismi della programmazione orientata agli oggetti mutuati da Smalltalk. Il legame con la Apple di Steve Jobs arriva più avanti, quando Objective-C diventa il linguaggio principale di NeXT prima, e di macOS e iOS poi, restando lo standard per lo sviluppo Apple fino all’arrivo di Swift nel 2014.

8. Gli anni ’90: Python, Java, PHP, JavaScript e Ruby

Gli anni ’90 sono lo spartiacque verso la programmazione che conosciamo oggi. Nasce Python (Guido van Rossum, 1991), pensato per essere leggibile e produttivo. Arriva Java (Sun Microsystems, 1995), progettato per girare su qualsiasi piattaforma grazie alla sua macchina virtuale. Debutta PHP, pensato per costruire pagine web dinamiche lato server. Nasce JavaScript (Brendan Eich, Netscape, 1995), che porterà l’interattività nei browser e oggi, con Node.js, gira anche lato server. E arriva Ruby, apprezzato per l’eleganza della sua sintassi. Un semplice confronto rende l’idea di quanto i linguaggi si siano avvicinati al linguaggio naturale: in Python, lo stesso “Ciao, mondo!” visto prima in C si scrive in una sola riga:

print("Ciao, mondo!")

9. Il web cresce, i rischi pure: nasce OWASP

Con la diffusione del web, la programmazione si trova davanti a un problema nuovo: le vulnerabilità e gli attacchi esterni. Nel 2001 Mark Curphey fonda OWASP (Open Worldwide Application Security Project, inizialmente Open Web Application Security Project), un progetto internazionale che nel 2003 pubblica la prima versione della sua celebre “OWASP Top 10”, le linee guida più adottate al mondo per riconoscere e prevenire le vulnerabilità più critiche nello sviluppo software. Da allora, scrivere codice sicuro è diventata una competenza tanto importante quanto conoscere la sintassi di un linguaggio.

10. La timeline dei linguaggi di programmazione

Per avere un colpo d’occhio su tutto il percorso fatto finora, ecco una timeline riassuntiva delle tappe principali che abbiamo raccontato:

AnnoTappa
1843Ada Lovelace scrive il primo algoritmo per la Macchina Analitica di Babbage
anni ’50Assembly: primi linguaggi vicini al linguaggio macchina
1957Fortran: primo linguaggio ad alto livello (John Backus, IBM)
1959COBOL: il linguaggio del business e della finanza
1970Pascal: nasce come linguaggio didattico (Niklaus Wirth)
1972C: nasce ai Bell Labs (Dennis Ritchie)
anni ’80C++ e Objective-C: la programmazione a oggetti
1991-1995Python, Java, PHP, JavaScript, Ruby: i linguaggi moderni
2001Nasce OWASP: la sicurezza diventa parte della programmazione
oggiPython guida le classifiche, spinto da AI e data science

Tabella 1 – Le tappe principali nella storia dei linguaggi di programmazione.

Per un approfondimento visivo più ampio, resta un buon punto di partenza anche la storica infografica di Veracode sulla storia dei linguaggi di programmazione, così come le slide didattiche di Giovanni Riccardi, entrambe linkate nelle fonti in fondo all’articolo.

11. Quale linguaggio scegliere oggi se vuoi studiare informatica

Se stai valutando l’iscrizione a un corso di laurea in informatica o ingegneria informatica, questa storia non è solo un aneddoto: ti spiega perché nei primi anni di università incontrerai ancora linguaggi come C, Java o Python. Secondo le classifiche più recenti (TIOBE Index e Stack Overflow Developer Survey), Python resta il linguaggio più diffuso e insegnato, grazie alla sintassi semplice e all’uso in intelligenza artificiale e data science; Java mantiene un ruolo centrale nella formazione universitaria e nel software enterprise; C e C++ restano fondamentali per capire davvero come funziona un computer, mentre linguaggi più recenti come Go e Rust stanno crescendo rapidamente nel cloud e nei sistemi ad alte prestazioni. Conoscere le origini di questi linguaggi ti dà un vantaggio concreto: capisci perché sono progettati in un certo modo, invece di limitarti a memorizzarne la sintassi.

12. Conclusioni: perché questa storia conta per chi vuole diventare programmatore

Dalla Nota G di Ada Lovelace al Python che oggi alimenta l’intelligenza artificiale, la storia dei linguaggi di programmazione è la storia di un’unica idea che si è evoluta per quasi due secoli: rendere il dialogo tra persone e macchine sempre più semplice, sicuro ed efficace. Che tu stia per iscriverti a un corso di laurea in informatica o ingegneria informatica, o che tu stia già lavorando in un’azienda che deve formare i propri sviluppatori, conoscere questa storia è il primo passo per orientarsi consapevolmente tra i linguaggi di oggi e di domani.

Le aziende che assumono nuovi programmatori affrontano spesso la stessa sfida: colmare in poco tempo il divario tra le conoscenze teoriche dei neoassunti e le competenze richieste sul campo. Innovaformazione, scuola di formazione informatica specialistica, organizza corsi dedicati proprio a questo obiettivo, sui principali linguaggi e sulle tecnologie per lo sviluppo software sicuro e moderno.

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