Come usare Cowork 3P

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Come usare Cowork 3P

Guida Tecnica per Sviluppatori e consulenti IT

INDICE DEI CONTENUTI – Come usare Cowork 3P

  1. Introduzione: cosa sono Claude Cowork e Cowork 3P
  2. Differenze tra Cowork Standard e Cowork su 3P
  3. Abbonamenti necessari e modello di costi
  4. Architettura tecnica e flusso dei dati
  5. Caratteristiche chiave di Cowork 3P
  6. Funzionalità disponibili: confronto con Claude Enterprise
  7. Installazione e configurazione per ambienti aziendali
  8. Principali esempi pratici di utilizzo
  9. Concetti correlati: MCP, Skills, Plugins, Hooks
  10. Rischi, criticità e cosa non fare senza formazione
  11. Best practice consigliate
  12. Conclusioni: l’AI sta cambiando tutto, e in fretta
  13. Formazione professionale: il Corso Claude Code di Innovaformazione

1. Introduzione: cosa sono Claude Cowork e Cowork 3P

Cowork utilizza la stessa architettura agentica che alimenta Claude Code, accessibile all’interno di Claude Desktop senza aprire il terminale. Anziché rispondere ai prompt in sequenza, Claude affronta attività intricate e multi-step in modo autonomo: si descrive un risultato desiderato e si torna in seguito a trovare il lavoro completato, documenti rifiniti, file organizzati, ricerche sintetizzate e molto altro.

Cowork è, in sostanza, il workspace agentico di Claude integrato nell’applicazione desktop: un assistente AI che non si limita a rispondere, ma agisce, legge file, scrive codice, coordina sotto-attività, produce output professionali. È pensato sia per sviluppatori che per knowledge worker che devono gestire flussi di lavoro complessi.

Cowork su third-party (3P) è invece una modalità di deployment di Claude Desktop (comprensiva di tab Cowork e tab Code) che instrada tutta l’inferenza del modello attraverso un provider configurato dall’organizzazione: Google Cloud Vertex AI, Amazon Bedrock, Microsoft Azure Foundry, oppure qualsiasi gateway compatibile gestito internamente. L’app viene eseguita da un’applicazione web locale in bundle, e la cronologia delle conversazioni viene archiviata sul dispositivo dell’utente.

2. Differenze tra Cowork Standard e Cowork su 3P

La distinzione è fondamentale e va capita bene prima di scegliere quale deployment adottare.

Con Cowork standard (primo piano), l’inferenza del modello passa attraverso le API di Anthropic, l’applicazione web viene caricata da claude.ai, l’identità utente è basata su account Anthropic, e la cronologia delle conversazioni è archiviata nel backend di Anthropic. Con Cowork su 3P, invece, l’inferenza passa attraverso il proprio endpoint Vertex AI/Bedrock/Foundry/gateway, l’app web è inclusa nel bundle dell’applicazione desktop, l’identità utente è solo locale sul dispositivo, e la cronologia delle conversazioni è archiviata sul disco locale della macchina dell’utente.

Cowork 3P è progettato per organizzazioni i cui requisiti di sicurezza, normativi o contrattuali impediscono di inviare dati all’infrastruttura first-party di Anthropic. I casi d’uso tipici includono: aziende altamente regolamentate che usano inference di terze parti per motivi di sicurezza, imprese internazionali con requisiti di data residency (impossibilitate a inviare conversazioni negli USA), e settore pubblico/difesa soggetto a mandati FedRAMP, ITAR o cloud sovrano.

Se la propria organizzazione può usare direttamente i prodotti first-party di Anthropic, il Cowork standard su piano Team o Enterprise è più semplice da deployare, offre un’interfaccia di amministrazione integrata nell’app per gestione utenti, analytics e RBAC, e rilascia nuove funzionalità più velocemente rispetto a Cowork su 3P.

3. Abbonamenti necessari e modello di costi – Come usare Cowork 3P

Qui emerge una differenza sostanziale rispetto al Cowork standard.

Cowork su 3P non prevede licenze per seat: il modello di pricing è basato sul consumo di token, fatturato dal cloud provider configurato. Non si paga Anthropic per accedere a Cowork 3P come abbonamento mensile, ma si paga il provider cloud (AWS, Google Cloud, Azure) per ogni token elaborato.

Il Cowork standard richiede invece un piano Claude Team o Enterprise:

Il piano Pro è disponibile a 20 dollari al mese (circa 18-19€ al cambio attuale), ma non è adatto all’uso aziendale collaborativo.

Il piano Team costa 30 dollari al mese per seat se fatturato mensilmente, oppure 25 dollari al mese per seat con fatturazione annuale, con un minimo di 5 membri (circa 23-28€ per seat).

Il piano Enterprise usa un modello di pricing basato sul consumo: una quota fissa per seat copre l’accesso alla piattaforma, e l’utilizzo viene fatturato separatamente a tariffe API standard. Include tutto il piano Team più SSO, SCIM, audit log, API di compliance, finestra di contesto estesa fino a 500K token su Sonnet 4.6 e 1M token con Claude Code.

Per Cowork 3P, il costo da considerare è invece quello delle tariffe di inference del proprio provider cloud, variabile in base al volume di token e al modello Claude selezionato.

4. Architettura tecnica e flusso dei dati – Come usare Cowork 3P

Con Cowork 3P le richieste di inference partono direttamente dal dispositivo dell’utente verso l’endpoint regionale configurato. Poiché i dati delle conversazioni vanno solo a quell’endpoint e al disco locale, la data residency è determinata interamente dalla regione cloud selezionata e dalla posizione fisica del dispositivo dell’utente.

Questo garantisce che, usando Vertex AI o Bedrock, Anthropic non veda mai prompt né completamenti.

Sul fronte della sicurezza: i comandi shell vengono eseguiti nella VM sicura di Cowork; l’accesso ai file è limitato alle cartelle consentite; le chiamate web sono filtrate dalla allowlist di egress configurata dall’admin. I report di crash e gli analytics di prodotto vengono ripuliti da dati conversazionali e utente prima di essere inviati ad Anthropic, e possono essere completamente disabilitati via chiavi di configurazione. Tutta la configurazione viene distribuita tramite MDM (Jamf, Intune, Workspace ONE, Group Policy) e non può essere modificata dagli utenti finali quando è presente un profilo admin.

5. Caratteristiche chiave di Cowork 3P

Cowork lavora direttamente sul computer: Claude legge e scrive file locali senza richiedere upload o download manuali. Supporta la coordinazione tra sotto-agenti, suddividendo attività complesse in task paralleli per risultati più veloci, e produce output professionali come fogli Excel con formule funzionanti, presentazioni PowerPoint e documenti formattati.

L’esecuzione degli strumenti avviene in sandbox: i comandi shell vengono eseguiti nella VM sicura di Cowork; l’accesso ai file è limitato alle cartelle consentite.

La telemetria è completamente configurabile: è possibile esportare l’intera attività delle sessioni (prompt, chiamate agli strumenti, conteggio token) verso un proprio collector OpenTelemetry, consentendo audit interni granulari.

6. Funzionalità disponibili: confronto con Claude Enterprise – Come usare Cowork 3P

Cowork 3P supporta: tab Cowork e tab Code, Projects, esecuzione di codice per l’analisi, accesso e upload di file, MCP locale e remoto, Skills e Plugins, Artifacts, Memory (archiviata sul dispositivo, non sull’infrastruttura Anthropic), task pianificati e lingue globali. Non sono disponibili in 3P: il tab Chat, la condivisione di Project e Plugin, il marketplace pubblico di plugin Anthropic, la modalità Dispatch/mobile, la voce, Claude in Chrome e l’uso del computer.

Dal punto di vista amministrativo, la differenza principale rispetto a Claude Enterprise è che Cowork 3P viene configurato interamente via MDM (Jamf, Intune, Group Policy), senza interfaccia di amministrazione Anthropic hosted. Supporta telemetria configurabile, aggiornamenti automatici gestibili, cap di token per dispositivo e export OpenTelemetry.

7. Installazione e configurazione per ambienti aziendali

Cowork su 3P è la normale applicazione Claude Desktop più una configurazione gestita che attiva la modalità inference di terze parti. Si distribuisce il normale installer di Claude Desktop e si applica la configurazione tramite gli strumenti di device management esistenti.

Il rollout consigliato prevede quattro fasi:

Prima si valuta su una singola macchina: un admin installa Claude Desktop sul proprio dispositivo e usa la finestra di configurazione integrata nell’app per costruire e testare una configurazione funzionante verso il proprio provider di inference. Poi si apre l’egress di rete necessario sul firewall perimetrale. Si esporta e si distribuisce la configurazione validata via MDM come file .mobileconfig (macOS) o .reg (Windows). Infine, si distribuisce l’app: quando Claude Desktop viene avviato e trova una configurazione gestita, entra automaticamente in modalità 3P senza richiedere login o configurazione all’utente finale.

Per gli utenti singoli o in fase di valutazione, è sufficiente installare Claude Desktop da claude.com/download, abilitare la Developer Mode da Help → Troubleshooting, aprire Developer → Configure third-party inference dal menu, inserire i valori di provider, endpoint e credenziali, e cliccare Apply locally. L’app si riavvia e la schermata di login offre l’opzione di avviare Cowork in modalità 3P.

8. Principali esempi pratici di utilizzo

Ecco alcuni scenari concreti per sviluppatori e team IT.

  • Esempio 1 — Analisi di codebase estesa: uno sviluppatore configura Cowork 3P con Vertex AI nella regione EU. Avvia un progetto, indica a Claude la cartella del repository locale. Claude analizza autonomamente i file sorgente, identifica problemi di sicurezza, genera un report strutturato in formato Markdown e propone refactoring. Tutto rimane in Europa, nessun dato raggiunge i server Anthropic.
  • Esempio 2 — Audit documentale regolamentato: un’azienda farmaceutica con Bedrock in EU-West carica documenti di compliance interni. Claude (tramite Cowork 3P) produce riepiloghi, identifica gap normativi e genera bozze di risposta. I dati non escono dal tenant AWS dell’azienda.
  • Esempio 3 — Automazione multi-step con MCP: tramite un server MCP locale connesso al sistema di ticketing aziendale, Claude riceve una lista di issue da Jira, analizza il codice correlato, prepara fix commentati e aggiorna i ticket direttamente, il tutto in una singola sessione Cowork orchestrata da sotto-agenti paralleli.
  • Esempio 4 — Ricerca tecnica e documentazione: un ingegnere incarica Claude di raccogliere documentazione su una libreria, sintetizzarla, confrontarla con il codice interno e produrre una guida di integrazione in formato Word. Cowork esegue le chiamate web consentite, legge i file locali e consegna il documento finito.

9. Concetti correlati: MCP, Skills, Plugins, Hooks

Per usare Cowork 3P in modo efficace è necessario padroneggiare alcuni concetti chiave:

  • MCP (Model Context Protocol): protocollo che permette a Claude di connettersi a fonti dati esterne o strumenti tramite server locali o remoti. Cowork 3P supporta sia MCP locale che MCP remoto, e gli amministratori possono gestire una allowlist dei server MCP consentiti.
  • Skills: istruzioni riutilizzabili che insegnano a Claude workflow personalizzati. Possono essere distribuiti centralmente dall’admin tramite MDM.
  • Plugins: pacchetti che aggregano skills, connectors e altro, distribuibili come bundle all’interno dell’organizzazione. I plugin distribuiti tramite la directory org-plugins appaiono agli utenti come marketplace dell’organizzazione; il marketplace pubblico Anthropic non è disponibile in 3P.
  • Hooks: meccanismi di intercettazione che permettono di eseguire logica personalizzata prima o dopo determinate azioni di Claude — utili per logging, validazione o integrazione con sistemi aziendali.
  • OpenTelemetry: standard aperto per la raccolta di metriche, log e tracce. Cowork 3P supporta l’export verso un collector OpenTelemetry proprio, consentendo visibilità completa sulle sessioni AI per scopi di audit e ottimizzazione dei costi.

10. Rischi, criticità e cosa non fare senza formazione

L’adozione di Cowork 3P senza adeguata preparazione espone a rischi concreti:

  • Configurazione errata dell’egress: se il firewall perimetrale non è configurato correttamente, le sessioni Cowork falliscono in silenzio o — peggio — il traffico raggiunge endpoint non previsti. È fondamentale usare la finestra di configurazione integrata per generare la allowlist esatta e verificare la connettività prima del rollout.
  • Confusione tra modalità 3P e standard: se la configurazione MDM non viene applicata prima del lancio dell’app, l’utente potrebbe accedere inconsapevolmente a claude.ai standard, inviando dati ad Anthropic. Distribuire sempre la configurazione prima dell’applicazione.
  • Gestione inappropriata delle credenziali cloud: le credenziali per Vertex AI o Bedrock devono essere gestite tramite meccanismi sicuri (IAM, credential helper script). Non vanno mai inserite in chiaro nei file di configurazione locali non protetti.
  • Mancanza di monitoring: senza OpenTelemetry configurato, non c’è visibilità sul consumo di token, rendendo impossibile il controllo dei costi e l’audit delle sessioni.
  • Sovra-permissività del sandbox: concedere accesso a troppe cartelle o host di egress espande inutilmente la superficie di attacco. Il principio del minimo privilegio vale anche qui.
  • Aggiornamenti non gestiti: in ambienti air-gapped, disabilitare gli aggiornamenti automatici significa che l’IT deve gestire manualmente la pipeline di distribuzione. Non farlo significa rimanere su versioni obsolete con potenziali vulnerabilità.

11. Best practice consigliate

Un set minimo di pratiche raccomandate per un deployment sicuro ed efficace:

  • Iniziare sempre con un’installazione di test su una singola macchina admin prima del rollout su flotta. Usare la finestra di configurazione integrata per generare e validare tutti i parametri, non editare manualmente i file JSON/plist se si può evitare.
  • Distribuire sempre la configurazione MDM prima dell’applicazione, così gli utenti entrano direttamente in modalità 3P senza possibilità di accesso a claude.ai.
  • Configurare OpenTelemetry dall’inizio, anche in fase pilota: i dati di utilizzo sono preziosi per ottimizzare i costi e giustificare l’investimento.
  • Applicare il principio del minimo privilegio su cartelle consentite e host di egress.
  • Definire cap di token per dispositivo per prevenire picchi di costo imprevisti.
  • Testare il comportamento dei tool di sicurezza endpoint (EDR come CrowdStrike, Santa su macOS) prima del rollout: l’agent helper di Cowork è firmato con Team ID Q6L2SF6YDW (Anthropic PBC) su macOS; è preferibile configurare la allowlist per signing identity piuttosto che per path, così la regola sopravvive agli aggiornamenti di versione.

12. Conclusioni: l’AI sta cambiando tutto, e in fretta

Cowork e Cowork 3P non sono strumenti sperimentali di nicchia: sono la risposta di Anthropic alla necessità delle grandi organizzazioni di adottare agenti AI potenti mantenendo il controllo totale sui propri dati. Il fatto che un’azienda possa oggi distribuire Claude come agente agentivo su infrastruttura propria (Vertex AI, Bedrock, gateway interno) senza che un singolo prompt raggiunga i server di Anthropic, è una svolta concreta per il settore enterprise e regolamentato.

Ma il punto più importante va oltre Cowork 3P. Claude Code, Cowork, gli agenti AI per sviluppatori stanno cambiando il modo di lavorare nel mondo informatico con una velocità senza precedenti. Non stiamo parlando di una trasformazione che avverrà “nei prossimi anni”: sta avvenendo adesso, in mesi.

Chi lavora nello sviluppo software o nella direzione IT lo vede già: la produttività di un developer che integra seriamente Claude Code nel proprio workflow non è paragonabile a quella di chi non lo usa. Non si tratta di un vantaggio marginale, si tratta di un cambio d’ordine di grandezza. Il codice viene scritto più velocemente, i bug vengono identificati prima, la documentazione si genera automaticamente, i task ripetitivi vengono delegati all’agente.

Fra qualche mese (non anni) questi strumenti saranno lo standard. Chi non impara oggi a integrarli in modo serio nella propria organizzazione non rimarrà semplicemente indietro: rischia concretamente di essere superato dai concorrenti che lo stanno già facendo.

La formazione non è quindi un’opzione. È una priorità strategica.

13. Formazione professionale: il Corso Claude Code di Innovaformazione

Per questa ragione, Innovaformazione ha sviluppato un Corso Claude Code per Sviluppatori, progettato specificamente per team IT, sviluppatori software e ingegneri informatici che vogliono integrare Claude Code (e gli strumenti agentivi di Anthropic) nel proprio lavoro quotidiano in modo concreto e professionale.

Il corso è attivabile per le aziende su richiesta, con calendario da concordare e si svolge in modalità online, classe virtuale.

Per le aziende che vogliono investire sulla formazione in AI è possibile usufruire dei recenti bandi del Ministero del Lavoro e di Fondimpresa dedicati alla formazione sull’intelligenza artificiale. Innovaformazione può anche seguire l’intero piano formativo finanziato, dalla pianificazione all’erogazione, alleggerendo l’onere amministrativo per l’azienda.

Per informazioni e preventivo senza impegno:

📧 info@innovaformazione.net

📞 3471012275 — Dario Carrassi 🔗

Precisazione: Cowork 3P è attualmente in Public Beta e la documentazione viene aggiornata man mano che le funzionalità vengono rilasciate

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