Realtà virtuale per l’antiviolenza

Realtà virtuale per l’antiviolenza. La tecnologia può essere utilizzata per promuovere tematiche socio-culturali? Magari fra i giovani?

La risposta è assolutamente SI.

Parliamo del progetto ENGINE della Scuola Sant’Anna di Pisa, co-finanziato dall’Unione Europea poichè vincitore del Cerv-Daphne-2023 . ENGINE è l’acronimo di “Engaging Men and Boys against Gender-based Violence and Discrimination through Technology-based Trainings” . La traduzione è semplice: avvicinare uomini e ragazzi contro la violenza di genere, quindi sulle donne e contro le discriminazioni attraverso una formazione basata sulla tecnologia.

In sostanza è stato sviluppato un applicativo software di realtà virtuale (VR) che utilizza dei visori 3D. L’applicativo riproduce una esperienza di “cat calling”, ossia una molestia maschile verbale e/o gestuale per strada o in un luogo pubblico. Con il software, l’utente solitamente uomo rivive i timori, le paure e lo stress che può vivere una donna in situazioni di questo genere.

Lo scopo della Realtà virtuale per l’antiviolenza è chiaro: sensibilizzare e disincentivare le nuove e attuali generazioni a comportamenti discriminatori verso il genere femminile.

L’applicativo ha una interazione simile ad un video-game. Va a riprodurre un episodio in un luogo classico studentesco (una biblioteca universitaria) con due ragazzi che importunano una ragazza. Il software presenta tre scenari diversi:

  • indifferenza di tutti di fronte all’episodio
  • l’intervento di una sola ragazza in difesa della discriminazione
  • l’intervento di tutti i ragazzi presenti in difesa della discriminazione

Con queste tre opzioni di scenari l’applicativo 3D vuole riprodurre questo tipo di esperienza e spingere i ragazzi ad intervenire in difesa delle donne o meglio ad evitare che accadano episodi di discriminazione di genere.

Lo sviluppo del ENGINE Project è stato realizzato in collaborazione l’’Istituto Dirpolis, l’Istituto di Intelligenza Meccanica e l’Istituto di Management e ha come partner il CAM – Centro di Ascolto Uomini Maltrattanti di Firenze e ARTES 4.0 . Il progetto ha visto il coordinamento della professoressa Anna Loretoni.

Il direttivo ed il management tutto femminile della Scuola Sant’Anna è stato di forte spinta per l’intrapresa del progetto.

L’esperienza immersiva della Realtà virtuale per l’antiviolenza con l’applicativo 3D ha coinvolto studenti delle scuole superiori, studenti universitari, ma anche insegnanti, professori ed alcuni atleti e dirigenti sportivi di alcune associazioni sportive del territorio.

A livello tecnico e tecnologico non ci sono molte informazioni. Dal video presente del reportage di Skytg24 si intravede la schermata di Unreal Engine e pensiamo sia stato utilizzato questo motore 3D per sviluppare l’applicazione. Ipotizziamo anche che siano stati utilizzati sofware di modellazione come Blender.

Personalmente facciamo i complimenti al gruppo di lavoro della Scuola Sant’Anna per l’idea e la realizzazione del progetto.

Temi come il suddetto sono molto attuali specialmente in questo periodo in cui si parla del femminicidio di Vigonovo di Giulia Cecchetin.

(fonte) (fonte)

Innovaformazione, scuola informatica specialistica promuove la cultura informatica restando sensibili ai temi sociali.

Riguardo le tecnologie trattate nell’articolo troviamo correlati i seguenti corsi di formazione:

Corso Blender 3D

Corso Unity 3D

INFO: info@innovaformazione.net – tel. 3471012275 (Dario Carrassi)